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Specializzazioni e Master Yoga
Prâna Vidyâ - Quarto anno (di adeguamento alle norme regionali)
Il respiro e la psiche operano in noi in profondità, senza mai affiorare alla coscienza; questo porta a starare i meccanismi psicosomatici, creando somatizzazioni e nervosismo.
Con il prânavidyâ si opera per bypassare questa dicotomia psichica, portando consapevolezza (vidyâ) al respiro spontaneo, in modo che la nostra psiche razionale si fonda con la psiche primitiva, senza che l'una prevalga sull'altra, ma armonizzandosi entrambe.
Nulla deve avvenire con sforzo: osservare l'apparato respiratorio nell'atto di respirare, osservare le diverse funzioni mentre si respira, osservare il corpo permeato dal respiro, osservare come il respiro plasma il corpo, rendendolo più lieve del respiro: questa è la vera arte del prânavidyâ.
Hatha Vidyâ - Primo anno di specializzazione
Lo hatha yoga pradîpikâ afferma che l'âsana è tale solo quando comprenda in se anche il prânâyâma e la concentrazione.
Ma gli âsana sono spesso sviliti a semplici esercizi propedeutici alla meditazione, a ginnastica raffinata, ma priva di prospettive elevate.
Lo hatha vidyâ riporta gli âsana nella loro prospettiva più corretta, presentandoli come una vera e propria "meditazione corporea", ancora più profonda e intensa delle classiche meditazioni esclusivamente mentali.
Di tutto ciò ne beneficia il nostro corpo (inteso come insieme psico-fisico), che finalmente viene percepito nella sua essenza reale, non più solo immaginato e utilizzato.
Krama Vidyâ - Secondo anno di specializzazione
Le sequenze sono considerate come un insieme di âsana separati, ben accorpati tra loro, ciascuno dei quali si realizza all'interno di uno spazio temporale indipendente.
Ma, all'interno di questi piccoli spazi, la concentrazione mentale non ha modo né tempo di approfondirsi.
Il krama vidyâ fonde e fa fluire una posizione nell'altra, realizzando una ininterrotta continuità meditativa che, protraendosi per tutta la durata della sequenza, consente di attingere ai più elevati stati di coscienza.
Il praticante non abbandona mai un âsana, ma scivola nel successivo rimanendo assorbito ed aumentando la concentrazione; realizzare tutto questo è meditare con il corpo, un aspetto molto potente dello yoga.
Prânâyâma - Terzo anno di specializzazione
L’hatha yoga considera il respiro come l’unione mente-corpo: ogni stato d’animo è connesso al respiro e ogni somatizzazione corporea si esprime attraverso il respiro.
Il prânâyâma rappresenta lo “stato dell’arte” del respiro e di tutto ciò che è ad esso connesso: energia vitale (prâna), emozioni, sensazioni, pulsioni, sentimenti. Controllare e padroneggiare il soffio (in sanscrito = “prânâyâma”) consente di divenire coscienti del respiro vitale e dei suoi effetti psicosomatici, potenziandoli ed indirizzandoli, quindi di controllare la mente.
L’annualità è impostata su sequenze di hatha yoga che partono dal respiro per arrivare alla profondità e alla potenza del prânâyâma.
Gli elementi teorici e filosofici sono di supporto ad una comprensione più estesa e profonda del prânâyâma.
Ulteriori conoscenze
La preparazione si completa con un corso di anatomia e fisio-patologia e con numerosi seminari facoltativi fra i quali:
- tecniche di purificazione
- rigenerazione posturale
- rigenerazione respiratoria
- yoga per la salute
- yoga per gli occhi
- chakra test
- yoga per il parto
- tecnica delle sequenze
- arte delle sequenze
- come insegnare lo yoga
- chakra pujâ
- yuñjana yoga
- tantra
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